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The Whale: la dolorosa storia di Charlie

The Whale è l’ultimo film di Darren Aronofsky, sceneggiato da Samuel D. Hunter - autore dell’omonima opera teatrale dalla quale la pellicola è tratta - uscito in Italia il 23 Febbraio 2023.

Il film vede Brendan Fraser (La mummia) nel ruolo del protagonista, nonché Saide Sink (Stranger Things) e Hong Chau (The Menu) come comprimari.

Charlie è un professore di letteratura inglese per una università online, molto appassionato del suo lavoro e di ciò che trasmette ai ragazzi, peccato che quest’ultimi non l’hanno mai visto perché tiene sempre la webcam spenta. Charlie soffre di una forte obesità, non esce mai di casa e l’unica persona alla quale concede di vederlo è Liz, un’infermiera che lo assiste. La vita di Charlie non è sempre stata così dura, un tempo era un marito e un padre ma un giorno scelse di lasciare la sua famiglia alle spalle per inseguire la felicità, il suo vero amore. Questo diede il via ad una serie di eventi che lo condussero alla depressione, la quale trova sfogo nel cibo, e alla solitudine.

Aronofsky mette in scena gli ultimi giorni di vita di una persona sofferente, proprio come ha già fatto in Il cigno nero e The Wrestler, che non intende darsi una seconda occasione per andare avanti, perché la sua esistenza ha già causato troppo dolore e nessuno può salvarlo.

Apparentemente si potrebbe pensare che il titolo della pellicola sia un riferimento alle condizioni fisiche del protagonista, ma in pochi sanno che The Whale altro non è che il sottotitolo originale del romanzo Moby Dick, capolavoro della letteratura americana di Herman Melville del 1851.

Tutti noi dovremmo conoscere la storia del capitano Achab, archetipo dell’uomo forte che intende dominare la natura selvaggia con il suo ingegno, e della balena bianca, simbolo della pericolosità che avvolge l’ignoto. Il demone bianco ossessiona il vecchio capitano, intento a vendicarsi dopo la perdita della gamba, convinto che il mondo sarebbe migliore senza quel mostro, una furiosa lotta che lo conduce alla morte.

Il titolo non è l’unico riferimento al romanzo di Melville, bensì l’anima stessa della storia di Charlie, anche lui intento a distruggere il mostro che ha fatto soffrire le uniche persone che lo amavano: se stesso.

The Whale non è un film triste ma doloroso.

Un film intimo, che ti fa conoscere le lacrime e gli sporadici sorrisi di una persona genuina, che crede nella bontà del genere umano nonostante tutto ma che non crede che questo abbia bisogno di lui per essere felice. Ti prende per mano, ti mostra la dolcezza dello sguardo di Charlie, lo impariamo a conoscere nel bene e nel male, crescerà in noi la voglia di volerlo aiutare ma dovremmo accettare la sua volontà.

Sono assolutamente degne di nota le interpretazioni degli attori e in particolare quella di Fraser, che gli è valsa la candidatura agli Academy Awards 2023 come Miglior attore protagonista, il quale si è dimostrato all’altezza di reggere il peso dell’intero film. La regia di Aronofsky deve scendere a patti con una scrittura puramente teatrale, che si fonda sulle abilità degli interpreti, ma non rinuncia ad un intelligente e morbido dinamismo, per nulla semplice da ottenere in un film con una singola location. Notiamo fin da subito la scelta di girare l’opera in 4:3, un formato che risale al tempo delle Super8 e dei filmini di famiglia che restavano impressi sulla pellicola. L'intimità non è il solo concetto che questa scelta comunica, perché un formato così stretto non può non restituire un senso di claustrofobia e pesantezza.


Personalmente credo che passerà un po’ di tempo prima che abbia la forza emotiva di riguardare questo splendido film, ma non abbiate il timore di guardarlo, non abbiate paura di conoscere il dolce Charlie e la sua storia.

Sadie Sink e Brendan Fraser in una scena del film.
©A24

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